Per gentile concessione dell’editore e per la prima volta in italiano, pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Shiro Yadama (1944-2024), autore giapponese del romanzo Piovono maiali. L’intervista è apparsa sul blog dell’editore Iwasaki Shoten. La traduzione è a cura di Roberta Tiberi.

Serie Harebuta di Shiro Yadama

La pubblicazione di Piovono maiali segnò il cambio di un’epoca e da allora anche il mondo della letteratura per l’infanzia ha subito grandi cambiamenti.

Piovono maiali - testo e immagini di Shiro Yadama, edizione giapponese 1980

La popolarissima serie “Harebuta” di Iwasaki Shoten continua ad affascinare i giovani lettori anche ora che sono passati 44 anni* dalla prima edizione di Piovono maiali, il primo volume della serie. L’autore, Shiro Yadama, esplora i veri sentimenti dei bambini e li racchiude nelle proprie opere. In questa seconda parte abbiamo chiesto a Shiro Yamada come trova idee adeguate ai tempi, qual è il punto di partenza di un’opera e cosa pensa del processo creativo.

*L’intervista risale al 2024.

Vorrei che i bambini conoscessero il piacere di leggere un libro cartaceo

Piovono maiali è un libro pensato per essere letto in autonomia da bambini di terza elementare. È stato ideato affinché potessero assaporare il piacere di leggere un libro addentrandosi nella storia, leggendo il testo e guardando le immagini girando da soli le pagine. Sono molti i punti in cui ho realizzato da solo l’impaginazione e la disposizione di testo e illustrazioni. In fondo sono un designer e mi è stata data carta bianca anche per la progettazione della copertina. Anche questo è avvenuto grazie al vice direttore Hidaka, che ha insistito nonostante il caporedattore fosse contrario. Piovono maiali è un’opera per bambini di terza elementare, da leggere dopo i racconti per l’infanzia del primo e del secondo anno di scuola.

Fra coloro che hanno preso in mano questo libro per la prima volta nelle librerie o nelle biblioteche di 44 anni fa, alcuni bambini si vantavano dicendo di aver trovato il libro da soli. Sono i bambini che lo chiamavano “Harebuta”. Ormai sono adulti di più di ciquant’anni.

Se possibile vorrei che anche i bambini di oggi potessero vivere un’esperienza simile ma, essendo un libro ormai famoso, le informazioni sono già disponibili. C’è l’animazione e si fanno le letture ad alta voce per i più piccoli. Ma vorrei comunque che i bambini provassero la gioia di procedere nella lettura della storia voltando le pagine del libro cartaceo. Anche leggere storie che si conoscono già è interessante, perché si scoprono sempre cose nuove. L’altro giorno ho ricevuto la lettera di una bambina di cinque anni che mi ha scritto di aver provato a tirare il collo di sua madre, ma che quello non si è allungato. Ad inviare la lettera è stata proprio la mamma a cui non si è allungato il collo.

Gli stratagemmi invisibili per mantenere vivo l’interesse dei lettori

Gli altri libri che ho scritto sono stati necessari per riuscire a realizzare Piovono maiali.

La casa editrice Iwasaki Shoten ha pubblicato dieci volumi sotto il nome di “La biblioteca Harebuta”. Il primo volume raccoglie le storie Oshiire no naka no Mikotan, Denki-obake shingata e Tamanegi-hakase to Tarirantorio. Alcuni di questi libri si trovano nelle librerie cinesi.

Piovono maiali è stato il primo ad essere tradotto ed è letto da molti bambini cinesi. Rispetto al passato ora i libri cinesi hanno una carta e una stampa di buona qualità e sono belli.

In Giappone, recentemente, si pubblicano molti albi illustrati, ma questa non è una cosa del tutto positiva, perché ci sono anche opere che piacciono agli adulti e trascurano i bambini: con il testo orizzontale scritto in piccolo e difficile da leggere sepolto fra le illustrazioni.

I romanzi per bambini, che fra loro gli editor chiamano jihon, sono libri creati pensando esclusivamente alle esigenze dei bambini. I bambini di prima elementare che hanno imparato a scrivere, scrivono le lettere in grande sui loro quaderni. Anche i caratteri dei testi scolastici sono grandi. Quando un bambino di prima elementare legge un libro da solo, comprende le parole seguendo con gli occhi lettera dopo lettera. Non le legge tutte insieme come gli adulti. Se la frase che dopo tanta fatica si riesce a leggere è noiosa, ci si infastidisce e si inizia ad odiare i libri.

Ma se la frase che con sforzo alla fine si comprende è interessante, sparisce anche tutto lo sforzo fatto per leggerla. Si vuole leggere ancora. I romanzi per bambini sono fatti per questo.

Edizioni straniere di Piovono maiali
Edizioni straniere di Piovono maiali, da sinistra in alto: Taiwan, Corea, Cina, Tailandia

Anche se l’ho scritto io, ho riletto dopo diversi anni Suika-obake no oyomesan e l’ho trovato molto interessante. Pensando alla progressione di lettura, sarebbe meglio leggere prima le storie facili de “La Biblioteca Harebuta” ma, in qualità di autore, non c’è un libro che preferisco a un altro. E questo vale anche per i giovani lettori.

Per scrivere nuove storie per bambini è importante avere vent’anni. Questo non vale solo per le storie, ma anche per le invenzioni o le attività imprenditoriali: per trovare nuove idee sono necessarie giovinezza e ambizione.

I giochi di parole dei volumi Hikkosu de hikkosu, Yume kara yumenbo, Hare tokidoki tako della serie “Harebuta” sono basati su idee che ho avuto a vent’anni. Per quanto si possano accumulare esperienze e affinare le proprie competenze, non si può competere con i giovani in fatto di idee innovative. Anche se a quell’età sarebbero necessarie le abilità e la visione d’insieme di un veterano.

Suika-obake no oyomesan (La sposa del fantasma dell'anguria)

Il motivo per cui “Harebuta” continua ad essere amato

Ci sono molte fiabe fra i libri per bambini. Iniziano con “C’era una volta, tanto tempo fa…”. Quando si ascolta lo sterminio dei demoni di Momotarō si pensa che sia una fiaba. E non si crede che il piccolo Issunbōshi possa trovarsi vicino a noi. Ma i bambini ascoltano Piovono maiali come se fosse una storia attuale, si ha l’impressione che Noriyasu sia vicino a noi.

Shiro Yadama sfoglia Piovono maiali

È un segreto, ma la versione attuale è diversa dalla prima edizione di Piovano maiali. La televisione di casa Hatakeyama è uguale a quella del periodo Shōwa, con il tubo catodico e le manopole per cambiare canale. Ciò che ho modificato per adeguarlo al cambiamento dei tempi è il papà: prima fumava come una ciminiera e ora non fuma più. Ho cancellato dalle illustrazioni anche i posacenere.

Fortunatamente non apparivano telefoni. Se ci fosse stata una scena in cui si girava la rotella di un telefono fisso nero i ragazzi di oggi si sarebbero chiesti che accidenti fosse.

Anche gli elettrodomestici di Denkiobake shingata sono ormai vecchi.

Mandakun to Mangakin parla di una rivista di fumetti considerata la regina della cultura per bambini, ma ora che i ragazzi usano tablet e smartphone forse anche lei diventerà presto solo un ricordo del passato.

In Hare tokidoki amanojaku, pubblicato nel 2010, appare un telefono cellulare e, nonostante siano passati solo quattordici anni, è ormai diventato un vecchio modello definito a conchiglia. Il mondo cambia velocemente.

In quel libro ho descritto una versione anticonformista della Skytree pensando che fosse la cosa più nuova che ci fosse. All’epoca era già stata costruita, ma non ancora aperta al pubblico così ho disegnato la sua struttura contorta guardandola dal basso.

In quel periodo anche io mi sono rinnovato adattandomi ai tempi e ho scritto quell’opera al computer. La storia parla del piccolo demone Amanojyaku che esce fuori dal computer portatile di Noriyasu.

Shiro Yadama sorride e sfoglia Piovono maiali

Hikkosu de hikkosu

Hikkosu de hikkosu di Shiro Yadama
Hikkosu de hikkosu di Shiro Yadama

Dopo Boku tokidoki buta, la terza opera della serie in cui si trasformano tutti, i maiali non compaiono più. Era impossibile creare qualcosa di nuovo continuando a fare affidamento su quesll’espediente. A diciotto anni avevo lasciato Beppu per venire nella capitale e avevo traslocato più di dieci volte nella zona fra Chiba e Tokyo, così ho pensato di scrivere una storia sui traslochi. In Tarzan, il film americano uscito quando ero bambino, c’era una casa sull’albero in mezzo alla giungla. La mia casa sull’albero è nata da lì. Ho fatto trasferire la famiglia Hatakeyama su un albero, ma si sono stancati subito e si sono trasferiti altrove.

In Hare tamatama kobuta, del 2013, compaiono di nuovo i maiali. È un opera realizzata mettendo insieme ciò che avevo scritto a puntate per una rivista di albi illustrati, ed è un libro tutto a colori. Però il protagonista non è Noriyasu, ma la sua sorellina Tama.

Sul giornale con la faccia del maiale a pag. 17, c’è scritto “Scuola Elemantare Kita di Beppu”: è la scuola che ho frequentato da bambino. Nella classifica di sumo della pagina sportiva Konishiki non è ancora diventato ōzeki. E compare anche il nome di Terao, l’allenatore di Abi. Chissà di quando è questo giornale?

Il giornale in lingua inglese è del 1988, quando uscì l’edizione inglese di Piovono maiali (Fair, then partry Piggy), e fui intervistato dal The San Francisco Examiner. Ho disegnato questa illustrazione nel 1997, ci è voluto del tempo prima di arrivare alla pubblicazione.

I bambini di oggi hanno difficoltà ad imparare a leggere l’ora

Un libro sugli orologi di Shiro Yadama
Un libro sugli orologi di Shiro Yadama

Un libro per capire gli orologi

Insegnare che quando la lancetta lunga indica 3 significa che sono 15 minuti, prima che un bambino abbia imparato che 3×5 è uguale a 15, è un approccio didattico sbagliato secondo il quale anche un tiratore mediocre, se spara molte volte, prima o poi colpisce il bersaglio. I bambini sono bravi a ricordare. Impareranno a leggere l’ora, ma quando la lancetta indicherà 3 quello sarà solo il numero 3. Per questo ora usano degli orologi in cui sono riportati tutti i 60 minuti. Da grandi così tanti numeri diventano fastidiosi e si cancellano. Si cancella persino il numero 12.

Gli adulti che non lo capiscono, non lo capiscono, è inutile dirglielo. Per questo Tokei ga wakaru hon è un’opera incompresa. Anche se lì è spiegato dettagliatamente…

Per pubblicare quest’opera ho impiegato moltissimi anni. Ho faticato molto perché non sono riuscito a trovare nulla che parlasse dei quadranti degli orologi. Sono felice che la casa editrice Iwasaki Shoten abbia deciso di ristamparlo per il suo ottantesimo anniversario, anche se, contrariamente alle mie intenzioni, il prezzo è diventato alto, adatto alla biblioteche.

All’epoca ho pianto per le recensioni che non lo capivano, ma ora sono sollevato che siano apparse persone che lo apprezzano. In passato anche in Inghilterra ci fu un gran parlare dei ragazzi delle superiori che non sapevano più leggere l’orologio. Siamo nell’epoca di internet e credo che prima o poi il mondo scoprirà quest’opera. C’è anche la versione digitale. Spero che anche questo libro vi piaccia.

Shiro Yadama

Le acque del fiume Kanda continuano a scorrere e, anzi, sono diventate più pulite di prima. La casa editrice Iwasaki Shoten ha festeggiato novant’anni e mi aspetto ancora grandi cose per il futuro.

Shiro Yadama è morto il 14 luglio 2024 all’età di 80 anni. L’intervista in due parti che abbiamo pubblicato sul blog di kira kira ehon è stata pubblicata da Iwasaki nell’agosto 2024 dopo l’annuncio della sua scomparsa. A 80 anni Yadama era un artista con una visione chiara che ci ispira ancora oggi, fa scaturire domande e riflessioni che riguardano tutte le persone che lavorano intorno alla letteratura per l’infanzia: chi crea, chi produce, chi propone. Conclude con una frase da cui emerge la sua fiducia nel futuro. Sono certa che sarebbe stato contento di sapere che tanti bambini anche in Italia stanno leggendo il suo romanzo e che forse si sentono esattamente come i bambini giapponesi del 1980 che scoprivano per la prima volta la storia di Noriyasu Hatakeyama.


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